Giovanni Arcai
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Giovanni Arcai nacque a Cuglieri (OR) l’8 marzo 1920 e morì a Brescia
il 15 apriile nel 2004.
Rimasto orfano di padre e di madre sin dalla più tenera età e nulla possedendo,
per sopravvivere e crescere aveva solo le armi dello studio e di una
memoria prodigiosa. Amava i classici latini che leggeva in originale e imparava
a memoria, la musica jazz e cucinare. Combatté in Africa nella Seconda
guerra mondiale, si sposò con Speranza Desole di Sassari, morta, come la
Cicita del libro, sei mesi dopo Giovanni, il giorno dei morti del 2004. La
coppia, trasferita a Brescia per esigenze di servizio dell’ormai magistrato
Dott. Arcai, vi rimase fino alla morte, passando solo le vacanze estive nella
amata Sardegna, in quel di Stintino, ove molti lecci, pini e querce devono
la loro vita ai semi da lui piantati qua e là, come segno del suo passaggio su
questa terra. Ebbero quattro figli molto amati. Il destino però ha aspettato
al varco Giovanni e Speranza, rubandogli uno di questi quattro figli con
l’accusa infamante di strage, che lo mandò in prigione per due mesi e mezzo
e tenne sulla corda la famiglia per l’infinita durata dell’istruttoria e del
processo. Giovannino era però un lottatore accanito e aveva una testa di
primordine e con la forza della ragione e della logica e tanto studio, riuscì a
far togliere a quel suo figlio ogni macchia. Ma lui e Speranza pagarono un
prezzo altissimo per questo dispiacere che non si augura a nessuno.
Quella casa di via Lombroso 52, ove un tempo la musica era sempre accesa
e gli amici ballavano e ridevano tra un brindisi e l’altro, tra un piatto di
malloreddus e un pezzo di porceddu, divenne improvvisamente silenziosa e
triste. Si vede che è proprio vero che a lui non bastano le stelle.